Sotto la direzione di S. Benedetto, l’antica acropoli-santuario, sovrastante il decaduto municipio romano di Casinum, viene trasformata in un monastero di vaste proporzioni.
A Montecassino, rivela una prodigiosa attività: dirige la costruzione del monastero; dedica assidue cure alla formazione dei suoi monaci; compie anche qui molti miracoli, come la risurrezione di un giovane morto.
Inoltre manifesta di possedere il dono della profezia:
ad esempio, predice la distruzione del proprio monastero, ottenendo tuttavia dal Signore la grazia di salvare la vita dei monaci.
Al posto del Chiostro d'ingresso sorgeva il tempio dedicato ad Apollo; S. Benedetto lo riadattò ad oratorio per la preghiera comunitaria dei monaci, dedicandolo a S. Martino, vescovo di Tours (foto 2, 3).

Il Chiostro del Bramante realizzato nel 1595, è largo 30 metri e lungo 40, compresa la gradinata che lo unisce all'antiportico del chiostro superiore (foto 5, 7, 10, 11).
Il monastero ormai distrutto fu liberato il 18 maggio 1944 |